sabato 29 maggio 2010

BRASILE, CALCIO BATTE IN PASSIONE LE ELEZIONI - BRAZIL, FOOTBALL PASSION BEATS ELECTIONS

Il Mondiale di calcio, che si gioca ogni quattro anni ed in Brasile coincide sempre con le elezioni presidenziali, che hanno la stessa cadenza «è una questione di stato, come il voto cui sono chiamati gli elettori», ha detto il sociologo Aldo Antonio de Azevedo. Per questo, ha aggiunto «il presidente brasiliano Luiz Lula da Silva ha ricevuto mercoledì i componenti della Selecao prima della loro partenza per il Sudafrica».
Il sociologo, intervenendo nella capitale brasiliana in un dibattito sui rapporti tra cultura e sport, ha ricordato che altri presidenti brasiliani tra i quali Juscelino Kubitschek, Garrastazu Medici, Itamar Franco e Fernando Henrique Cardoso si sono a volte comportati come tifosi ed hanno sempre ricevuto i componenti della nazionale quando il Brasile ha vinto il titolo.
«La Selecao è un simbolo di nazionalità più forte delle elezioni o la settimana della patria, la gente canta l'inno con più enfasi prima di una partita di calcio che nel giorno dell'Indipendenza, il 7 settembre», ha rilevato De Azevedo, secondo il quale «i cittadini seguono e dibattono con più ideologia della nazionale e sulle esclusioni decise dall' allenatore da Carlos Dunga che dei programmi di governo presentati dai candidati presidenziali».
Anche Luiz Octavio Assumpzao, sociologo dello sport, ha ammesso che «i brasiliani si esaltano più come tifosi che come elettori. Le persone alle stadio si emozionano per un rinvio, saltano con il portiere, il calcio risolve conflitti simbolici e coinvolge emotivamente la gente. La forza simbolica del Mondiale commuove più delle elezioni, al punto che le campagne elettorali sono programmate per dopo il Mondiale, perchè l'anno politico comincia solo dopo la finale della coppa del mondo».


World Cup, played every four years and in Brazil always coincide with presidential elections which have the same cadence "is a matter of state, such as votes which are called people", said sociologist Aldo Antonio de Azevedo. He added "brazilian president Luiz Lula da Silva received on Wednesday Selecao components before their departure for South Africa".
The sociologist, speaking in a debate in brazilian capital on the relationship between culture and sport, said that other presidents including Brazil Juscelino Kubitschek, Garrastazu Medici, Itamar Franco, and Fernando Henrique Cardoso were sometimes act like fans and have always received national components when Brazil won the title.
"Selecao is a nationality symbol, stronger than elections or than the country week, people sing anthem with more emphasis before playing football than that in Independence Day, September 7", noted De Azevedo, that "citizens follow with more ideology football debate and exclusions decided by coach Carlos Dunga that government programs presented by presidential candidates".
Even Luiz Octavio Assumpzao, sociologist of sport, admitted that "brazilians are exalted more as supporters than as voters. People are thrilled in stadium for a court, jumping with the goalkeeper, football resolves symbolic conflicts and gives emotions. The symbolic power of the World Cup moves more than elections, so that election campaigns are planned for after the World Cup, because political year begins only after the World Cup final".

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